di Adriano Benocci

La poetica di Rainer Maria Rilke è pervasa da un’inquieta solitudine, considerata dall’autore assolutamente necessaria al compimento della creazione artistica. Per Rilke occorre accettare sia la bellezza sia il terrore: la vita non si divide rigidamente in bene o male, ma va semplicemente accolta nella sua totalità. Il flusso costante del suo mondo interiore lo spinge così a camminare attraverso l’esistenza stessa, vedendo nella morte non una fine traumatica, ma la conclusione naturale e speculare della vita. Questi versi tratti dal Libro d’ore, racchiudono in sé il cuore pulsante di questa filosofia. Il poeta non ha alcuna intenzione di arrendersi o di fuggire; al contrario, sceglie di attraversare e farsi attraversare dall’esistenza senza opporre resistenza, accettandosi come creatura vulnerabile, aperta e mortale.

Rainer Maria Rilke (Praga 1875 – Les Planches 1926) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo, considerato tra i più importanti lirici in lingua tedesca del XX secolo. Nato a Praga da una famiglia borghese, visse una giovinezza angosciante a causa del rapporto difficile con i genitori e, in seguito, per via del rigore dell’Accademia militare, che abbandonò presto per dedicarsi allo studio dell’arte, della letteratura e della filosofia.
Laß dir Alles geschehn
Lascia che tutto ti accada (Traduzione di Lorenzo Gobbi)
di Rainer Maria Rilke
Dio parla a ciascuno solamente prima ch’egli sia creato,
e con lui esce poi tacendo dalla notte.
Ma le parole, quelle prima dell’inizio di ciascuno,
le parole come nubi, sono queste:
Sospinto dal tuo intendere,
va’ fino al limite del tuo anelare;
dai a me una veste.
Dietro alle cose come incendio, fatti grande,
sicché le loro ombre, diffuse,
coprano sempre me completamente.
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.
Non lasciare che da me tu sia diviso.
Vicina è la terra,
che vita è chiamata.
La riconoscerai
dalla sua solennità.
A me da’ la tua mano.
Rubrica a cura di Adriano Benocci per Versi traditi.
Abitare la parola per esplorare l’invisibile: una guida poetica per attraversare le ombre dell’esistenza e riscoprire la nostra memoria comune.

Rispondi