I quartieri della poesia | Ensaimer nie als im August di Gottfried Benn

DI ADRIANO BENOCCI

Gottfried Benn ( Putlitz, Germania 1886 – Berlino Ovest 1956): Medico ed esponente illustre dell’Espressionismo tedesco. La sua poesia è lucida e priva di qualsiasi illusione, descrive la solitudine assoluta dell’uomo moderno, indispensabile affinché la parola possa essere pura.


La solitudine è estrema se confrontata con l’immensità della Natura. Quello del poeta è un isolamento esistenziale di fronte alla fine dell’estate, all’arrivo dell’autunno, al tramonto di un’epoca e alla decadenza del corpo. Nella poesia di Benn non c’è nessuna consolazione per noi, ma solo la verità, così per come la vive, per come è. Per lui la solitudine non è una condanna, non porta con se nessuna nostalgia, nessun rimorso, si tratta invece di una scelta consapevole, come fosse un atto di resistenza intellettuale e letteraria. Una solitudine che non isola il poeta dal mondo, ma anzi lo eleva al di sopra delle sue stesse macerie.


Ensaimer nie als im August

Mai più solitario che in agosto ( Traduzione di G. Baioni)

di Gottfried Benn

Mai più solitario che in agosto:

La pienezza dell’ora – per le terre

gli incendi del rosso e dell’oro,

Ma l’estasi dov’è dei tuoi giardini?

Le acque chiare, i cieli teneri,

i campi puri e rilucon leggeri,

ma dove sono i trionfi e le prove

del regno che tu rappresenti?

Dove tutto per eccesso si legittima

e si scambia lo sguardo e la promessa

nel profumo del vino e delle cose –

tu servi la sconfitta, servi lo spirito.


Rubrica a cura di Adriano Benocci per Versi traditi.

Abitare la parola per esplorare l’invisibile: una guida poetica per attraversare le ombre dell’esistenza e riscoprire la nostra memoria comune.


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